Isola del Gran Sasso

Isola del Gran Sasso

Isola del Gran Sasso d’Italia è un piccolo paese, di quasi 5.000 abitanti, che si erge ai piedi del massiccio più alto della catena degli Appennini, il Gran Sasso. Il comune era anticamente un’isola circondata dai 2 fiumi: il Ruzzo ed il Mavone, da questo trae il suo nome. L’unica via d’accesso al paese erano le 3 porte del castello, fra le quali le principali erano le Porte del Torrione e della Cannavina.

La storia

Isola è un paese medioevale, le sue prime tracce risalgono al  XII secolo, quando il Conte Attone, nel 1115, otteneva dal Vescovo di Teramo il feudo del castello di Isola. Nel 1120 il feudo veniva assegnato a San Berardo dei Conti di Pagliara, che possedeva, già, il castello feudale di Pagliara, sopra Isola, dove oggi è possibile vedere i ruderi.

Verso il 1215, secondo una tradizione mai smentita, San Francesco d’Assisi venne ad Isola e vi fondò un convento per i suoi frati chi vi rimasero fino al tempo delle soppressioni napoleoniche. Oggi tale convento è l’attuale Santuario di San Gabriele.

I Pagliara governarono tutta la Valle Siciliana, quindi anche Isola, fino al 1340, quando se ne impossessarono gli Orsini.
Dopo varie vicende, questi nel 1526, affidavano i loro possedimenti a Re Carlo V, che assegnò la zona al Conte D. Ferrante Alarçon y Mendoza.

Una testimonianza del periodo di tale personaggio la si ritrova nella chiesa parrocchiale di Isola, su una lapide della cappella del battistero.

I Mendoza dominarono il territorio Isolano fino a quando Re Giuseppe Napoleone Bonaparte, con la legge del 2 agosto 1806, abolì per sempre il sistema feudale. Sorsero allora, al posto delle antiche “Università Agricole” dell’Isola Pagliara, Casale, Cerchiara, Forca e Collalto, il Comune di Isola comprendente le frazioni di: Casale San Nicola, Fano a Corno, Cerchiara, Varano, Forca di Valle, Cesa di Francia, San Gabriele, Pacciano, Frisoni, Collalto, Trignano, San Giovanni, Tembrietta, Capsano, Colliberti, San Massimo, Pretara, Ceriseto, San Pietro e Villa Piano.

Nel 1821 anche a Isola nacque la società segreta detta “Carboneria”; il gruppo era composto da 52 iscritti tra i quali emergevano importanti personalità come Leonardo Madonna, Giuseppangelo De Angelis, Francesco Paolo Petrilli e Francesco Mezzanotte.

Dopo l’Unità d’Italia, nella Valle Siciliana emerse il fenomeno del Brigantaggio. Tutte le contrade della zona venivano sconvolte dagli scontri armati tra i reparti delle milizie regie e le bande brigantesche del capitano Bernardo Stramenga di Villa Passo di Civitella e di Angelo Florj due pericolosi capibanda che, forti di oltre centocinquanta uomini, scorrazzavano indisturbati per tutta la valle, seminando ovunque terrore e sangue. Angelo Florj, di Isola, si proclamava comandante della sesta compagnia realista, composta da una cinquantina di uomini. Nascosto tra gli anfratti del Monte Corno spadroneggiava ovunque nelle contrade della zona, tentando più volte di penetrare anche in Isola, ma sempre senza esito perché questa si teneva ben accorta chiudendo ogni sera le sue tre porte di ingresso proteggendole con pesanti sacche di sabbia. Uno squadrone di suoi uomini si dice fosse comandato da una donna, chiamata Cianella (Lucia Cardi). “Cavalcava con destrazza e maneggiava il fucile come un uomo”. Si diceva anche che fosse l’amante del capobanda Florj che trovò la morte a Cesa di Francia ucciso a tradimento da un suo compagno di scorrerie.

Nel 1863 il Comune prese il nome attuale di Isola del Gran Sasso d’Italia.

 

 

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